AZIONE GIOVANI/ GIOVANE ITALIA NUCLEO TIVOLI

Circolo Paolo Borsellino, telefono 3332519032, ag-tivoli@hotmail.it

 

RAPPORTO AL TERRITORIO-INCONTRO CON I CITTADINI

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Salviamo le periferie di Tivoli e le aree in via di sviluppo del Comune di Tivoli

Argomento trito e ritrito quello dello sviluppo e della salvaguardia delle periferie del Comune di Tivoli. Forse molte volte abusato. Comunque sempre di centrale importanza nelle campagna elettorali e durante l'attivtà di governo.
La situazione è critica. Anche l'ultima manovra economica non ci lascia tranquilli: i tagli appesantiscono e di fatto ingessano l'azione di noi amministratori locali. Ma lo sviluppo delle zone periferiche deve essere affrontato e risolto.
Attualmente Tivoli sta soffrendo molto su questo versante e oltre le difficoltà strumentali, alle quali facevo cenno prima, si aggiungono difficoltà di tipo politico. Tivoli Terme, Villa Adriana, Campolimpido, Collenocello per non parlare della zona di Favale e degli Arci stanno implodendo sommerse dai loro problemi che puntualmente non vengono presi di petto. Quartieri ormai popolosi, dove prolifera la rete urbanistica della nostra città, sono privi di servizi essenziali (illuminazione, trasporto pubblico, pulizia ordinaria delle strade). Vedi la zona di Campolimpido e Collenocello dove molte famiglie tiburtine hanno deciso di andare a vivere in prospettiva del fatto che quelle sono le uniche zone in via di sviluppo e che stanno diventando ormai l'unica via d'espansione della città di Tivoli. Famiglie che investono i propri risparmi nell'acquisto di immobili di ultima generazione ma che non vedono correre sulla stessa lunghezza d'onda lo svuluppo infrastrutturale dgli stessi quartieri.
Poi ci sono i quartieri storici martoriati da anni dal problema dell'abbandono come Tivoli Terme e parte di Villa Adriana. Queste ultime zone dovrebbero essere d'esempio per gli altri quartieri in quanto ad infrastrutture, pulizia e sicurezza: dovrebbero essere d'esempio poichè zone relativamente nuove dovrebbero mostrare ai quartieri in via di sviluppo come trovare il giusto equilibrio tra crescita urbanistica, ergo popolosità, e crescita delle infrastrure e dei servizi essenziali. Ma a Tivoli questo non succede. Si susseguono le amministrazioni ed i problemi rimangono sempre gli stessi. Non è dato, per noi amministratori, sapere quale sia il momento migliore per governare. L'unica certezza e che le elezioni una volta vinte e archiviate richiedono il passaggio complesso dell'azione di governo! Non possiamo aggrapparci alla crisi mondiale. I problemi vanno risolti con o senza soldi o quantomeno vanno affrontati. Anche la zona di "Tivoli Centro" sta cominciando a mostrare le carenze della politica. Le strade non sono sempre pulite e quando si rompe un lampione o si sgretola una banchina pedonale ci vogliono mesi prima che venga ripristinata. La nota di demerito va sicuramente a chi gestisce l'azienda che si occupa di pulizia e rifiuti: parlo dell'ASA SpA. Forse qualche record negativo ce lo ha fatto raggiungere: mai si erano visti tratti di città così sporchi e privi di cura.
Non sono nuovo a questo tipo di solleciti talvolta crudi e diretti! Ma Tivoli merita ben altro che la superficialità e l'indifferenza. Esorto l'amministrazione e mie colleghi di maggioranza e opposizione affinchè si facciano tutti gli sforzi possibili per rendere la città vivibile e soprattutto dignitosa per i nostri concittadini. Se non ci riusciamo? Beh allora andiamo a casa e diamo ad altri la possibilità di provarci.


Il consigliere comunale di Tivoli
Ettore Tirrò
 

Comunicato stampa sul consiglio comunale del 16-05-2011

Riguardo l'ultimo consiglio comunale del 16 maggio credo che si sia creato un vespaio di polemiche inutili.

Sono mesi che l'opposizione ci dice di essere inadempienti ma la realtà è che ogni volta che si danno inizio ai lavori di consiglio c'è sempre qualche pretesto per fare ostruzionismo e rendere i lavori d'aula difficili. Mi accorgo sempre più che anche il pubblico è stufo poichè alcuni esponenti dell'opposizione risultano essere ridondanti nelle loro critiche che non portano certo ad avere un clima d'aula costruttivo.

Già molte volte ho fatto notare ad alcuni membri di minoranza che visto le loro profonde lacerazioni interne non rappresentano in toto le istanze del partito in consiglio comunale: le defezioni e la guerriglia interna ci fanno capire che l'ostruzionismo e la mera critica fatta a prescindere, nei confronti della maggioranza, non è altro che iniziativa personale di alcuni consiglieri che non rappresentano più il partito e neanche i propri elettori.

Le difficoltà amministrative, vista la crisi, ma anche politiche in un certo senso ci sono: non lo neghiamo. Siamo in fase di bilancio e l'opposizione anzichè collaborare pensa solamente a fare dei gazebo di stampo populistico nelle piazze cittadine, ai quali la gente della città non ha partecipato. La prova della loro poca accuratezza nel fare opposizione la si evince dal fatto che tutti gli emendamenti presentati per il bilancio sono stati bocciati in sede di esame dei revisori dei conti: questo significa che non hanno confezionato emendamenti discutibili ed eventualmente ricevibili, ma emendamenti vuoti nei contenuti e praticamente inapplicabili atti a creare un percosro di ostruzionismo che avrebbe fatto durare la seduta di bilancio non solo gli ordinari tre giorni ma forse qualcosa in più!

Riagganciandomi a quest'ultima frase e alla polemica sul gettone di presenza nei consigli comunali mi chiedo se non sia questo ostruzionismo che fa durare i consigli comunali più del dovuto e che quindi può gravare sulle tasche dei cittadini!

Tale polemica è facilmente superabile. E' chiaro che sono dell'idea che  l'attività amministrativa debba avere costi più bassi, soprattutto per per i tiburtini. La proposta di non far pervenire il gettone di presenza ai consiglieri per il mancato svolgimento del consiglio è anche molto apprezzabile e la condivido,  ma per come è stata formulata assomiglia più ad uno spot propagandistico che ad una reale proposta per abbattere i costi amministrativi.

Nella fattispecie durante il consiglio del 16 maggio la proposta della maggioranza era quella spostare i punti all'ordine del giorno alla seduta prevista per il bilancio, circa una ventina di giorni dopo. Questo perchè quegli atti sono, per l' appunto, propedeutici per la sessione dedicata alle linee finanziarie e programmatiche dell'amministrazione. Ad alcuni consiglieri sfugge però che per fare una proposta e successivamente votarla nell'assise cittadina è necessaria la presenza dei consiglieri comunali ergo avere il  numero legale per poter approvare una proposta. E' del tutto evidente che quindi è impossibile non far iniziare il consiglio se si deve votare un ordine del giorno o una mozione. A questo punto sarebbe stato meglio convocare la seduta con tutti i punti, compreso il bilancio, per una data prestabilita: così si che si contribuisce ad un risparmio di denaro pubblico!!

La mia idea è quella che esprimevo poc'anzi: l'opposizione fa solo ostruzionismo e trasforma il consiglio comunale in un consesso ove si fanno solo polemiche strumentali e pretestuose ed ecco perchè i consigli comunale vanno per le lunghe ed alcune volte a vuoto! Chiediamoci allora chi fa sprecare del denaro e del tempo a questa città!

 

Il consigliere comunale di Tivoli

Ettore Tirrò


Colle Nocello di Tivoli

Colle Nocello di Tivoli: che roba è?

Il mio titolo potrà forse offendere chi da quelle parti ha cercato e acquistato casa, chi in questa zona ‘urbana’ di Tivoli ha stabilito di viverci quando non è al lavoro.

 

Su un periodico locale, una abitante della zona, intervistata, dichiara: “Siamo a due chilometri da Tivoli, ma è come se non ci fossimo”. Lei, nella circostanza, lamenta un deposito di amianto che nessuno vede (neppure gli addetti alla raccolta di rifiuti urbani). Un reale e sensibile problema, presente non solo in zona. La realtà di fondo, peraltro, è che Colle Nocello si trova nel Comune di Tivoli, ma “non esiste” come insediamento cittadino. Basta chiedere alla Rete, anche in questo caso una sorta di immagine riflessa della realtà. Digitate “Colle Nocello”, quasi tutti i documenti trovati vi diranno: “Vuoi comprare casa, cerchi un appartamento? Vieni qui, lo stiamo costruendo per voi”! Insomma: costruzioni, appartamenti in vendita, e nient’altro che faccia pensare ad una zona di territorio antropizzato in cui si svolge una vita urbana e socializzata.

 Costruzioni in periferia

Sull’argomento di recente è intervenuto il Consigliere comunale (PDL - Capitani Coraggiosi) E. Tirrò. Ecco quanto si legge in un suo Comunicato Stampa:

 Sulla situazione di Colle Nocello

 

Apprendo, soprattutto dai giornali, che la situazione in zona Colle Nocello non è delle migliori: presenza di eternit, poca pulizia e un generale stato di abbandono.
Sono convinto che quella zona nel giro di pochi anni diventerà uno dei quartieri centrali di Tivoli. Lo sviluppo urbanistico ne è una prova.
Come tutte le zone, relativamente nuove, l’assestamento urbanistico e dei servizi procede molto lentamente.
Come amministratore lancio un appello affinchè tutta l’Amministrazione si possa attivare per lo sviluppo dell’area schierandosi al fianco di quei cittadini che a volte si sentono abbandonati. Bisogna raccogliere le loro segnalazioni non come polemica ma come spunto per poter fare bene e tutelare tutti coloro che giustamente reclamano la carenza dei servizi di base (pulizia, manutenzione ecc.).  Molti tiburtini hanno investito i propri risparmi per acquistare appartamenti e bitazioni di nuova generazione e noi amministratori non dobbiamo farli pentire della loro scelta. Dobbiamo prestare attenzione proprio perchè un quartiere in via di sviluppo deve essere seguito da vicino.
Faccio un appello a chi costruisce: che lo faccia senza tralasciare le opere di urbanizzazione a loro carico.
Faccio un appello ai cittadini stessi: con il loro esempio possono aiutarci a far si che la manutenzione e il decoro del quartiere sia sempre costante e visibile.  Mi rivolgo altresì al presidente dell’ASA Tivoli affinchè curi di più quella parte del nostro territorio, invitandolo a fare lo stesso con le altre zone di Tivoli più periferiche: dico questo poichè ultimamente ritengo che il servizio di pulizia della città, viste anche le difficoltà dell’azienda, si sta manifestando come carente e poco risolutivo per la pulizia delle strade.
Mi impegno a ricevere suggerimenti e riportarli all’Amministrazione. Cercheremo sicuramente di risolvere i problemi più evidenti come i rifiuti, la viabilità e l’illuminazione.
Lo sviluppo di Colle Nocello e di tutto il nuovo quartiere ha bisogno dello sforzo di tutti. Solo così possiamo rendere più vivibile la nostra città.

Il consigliere comunale di Tivoli
Ettore Tirrò, 2 maggio 2011″

 strada periferica

 

Lodevole di certo è l’aver rilevato da parte del Consigliere il disagio dei cittadini ‘periferici’ della zona e il mettersi ‘a disposizione’, ma resta a mio avviso da approfondire l’intera questione partendo dall’analisi di come partono e si sviluppano (male)  nuovi insediamenti urbani nell’ambito di un inevitabile sviluppo cittadino e, prendendendo atto della situazione di fatto (senza dimenticare di stigmatizzare precise responsabilità politiche), esaminare e porre in opera quelle attività amministrative comunali che valgano a sanare aree impropriamente dette o definibili come urbane, a dare dignità cittadina chi in tali zone ha casa e vorrebbe vivere. Civilmente e dignitosamente, non meno di altri cittadini.

(gfpollutri)

Alcune riflessioni sul voto

Il dato più interessante delle ultime elezioni amministrative è quello, comune sia alle grandi città come Milano e Napoli, sia (pur in misura minore e in parte differente) ai piccoli centri della nostra Provincia, della crescita del voto anti-sistema. E se in una grande città questo è comunque talvolta veicolato a candidati appoggiati da partiti medio-grandi, talvolta no (Pisapia per Milano, vendoliano, e De Magistris per Napoli, Idv, ma soprattutto Beppe Grillo per Bologna), nei centri provinciali esso si lega in maniera inscindibile al fenomeno delle liste civiche spesso costituite da fuoriusciti dai partiti maggiori Pdl e Pd, che invece rappresentano i veri sconfitti della tornata elettorale.

Tali liste, laddove non siano create ad arte per la dispersione del voto, hanno saputo calamitare il mito del “rinnovamento” e attrarre i voti bipartisan degli scontenti, dei delusi, di coloro che non solo sono arrabbiati “col sistema”, ma soprattutto di coloro che sono arrabbiati con quei partiti che non riescono più a parlare con i loro cittadini ed elettori, quei partiti-televisione che non stanno più sul territorio, che non aprono più sezioni, che sono sempre più identificati (a torto o a ragione) come il cancro della società alla stregua di quelli della Prima Repubblica (per motivi diversi, però).

Vale certamente il principio dell’attenuazione della pena dovuta al fatto che chi governa, più o meno stabilmente, in tempi segnati da crisi e recessioni economiche, è sempre soggetto a critiche anche superiori ai propri demeriti soggettivi e derivanti, magari, da difficoltà oggettive… eppure… eppure sarebbe semplicistico, poco lungimirante e certamente non costruttivo né realistico dire che la colpa di tutto è del “fardello di chi governa”… perché non è così.

La gente, la gente onesta, che lavora, ha famiglia, pretende un futuro, non pensa alle chiacchiere ma alle cose concrete, semplicemente è stanca della politica del parrucconismo, lancia messaggi di discontinuità e soprattutto non ha più fiducia nei partiti e soprattutto nell’immagine che i partiti proiettano sul territorio. Tale rigetto è il risultato, da un lato, della disorganizzazione e scarso radicamento dei partiti sul territorio, dall’altro, degli errori materialmente commessi nelle amministrazioni locali dagli esponenti di detti partiti; anzi, direi che una è la conseguenza dell’altra: scarsa organizzazione, poco controllo sugli eletti, azzeramento della classe dirigente, concetto di “formazione politica” mandato in soffitta, risultato: ogni consigliere/sindaco/assessore fa il bello e il cattivo tempo, conta per se stesso senza essere inserito in un disegno più grande, si trasforma in un autarca senza limiti, balcanizzando il confronto politico a livello locale, con consigli comunali trasformati in pollai dove cantano tanti galli e mai si fa l’alba. E chi subisce le conseguenze di questo caos politico? I cittadini, ovvio. Che, per tutta risposta, cominciano a votare “di protesta”, anti-sistema, mandando a bagno i vecchi partiti, preferendo candidati più vicini a loro, meno etichettati, lontani dai giochi di potere e dalle faide paralizzanti dei partiti tradizionali.

La cosa a suo modo divertente è che proprio il venir meno dei partiti ai loro doveri “istituzionali” è la causa principe del tracollo dei partiti stessi: cioè il partito va in crisi perché non fa più il partito, e non viceversa. D’altronde, se il partito smette di essere organo di raccordo fra il cittadino, da un lato, e la cosa pubblica, dall’altro, cosa diventa? Un’enclave di gelosie e scontri di potere, un guazzabuglio di individui non meglio definiti che litigano per meri fini personali e vanagloria, proponendo candidati improvvisati, strategie oscure, accordi di palazzo. E intanto, le liste civiche (quelle serie, almeno) fanno quello che dovrebbero invece fare i partiti: si organizzano, parlano alla gente, offrono ricambio generazionale, esaltano le individualità ma in quadro di gruppo. I partiti, per uscire dalla crisi, devono tornare a fare i partiti, e non, come pensano alcuni, diluirsi ancora di più fino a raggiungere lo stato gassoso. Non si può incontrare la società civile diventando società civile; ad ognuno il proprio compito, il proprio ruolo, purché esso sia fatto bene: il partito deve tornare ad impregnare il territorio, calarsi fra la gente, con il valore aggiunto di avere anche una finalità “generale” che travalica il singolo Comune (cosa che una lista civica, per definizione, non può avere).

Spero questa batosta generale faccia ragionare qualcuno sul ruolo e sul futuro dei partiti, anche e soprattutto nella Provincia di Roma, dove la realtà frammentata risente particolarmente dell’inesistenza di qualsivoglia struttura di collegamento sovraterritoriale che imponga delle regole, dei codici, definisca delle strategie e delle priorità; e manca soprattutto una classe dirigente che selezioni e faccia evolvere una coscienza popolare di attaccamento ad un simbolo e ad un modus operandi riconducibile ad esso; in assenza di queste caratteristiche, perché un elettore dovrebbe scegliere un partito al posto di una lista civica?

Un’ultima riflessione su un dato se possibile ancora più sconfortante: data la graduale assenza del voto “d’opinione” nei confronti dei partiti, voto dirottato oramai su liste civiche varie ed eventuali, quali voti restano, prioritariamente, ai partiti? Semplice: i voti di interesse, trainati spesso e volentieri da candidati dubbi ed autorefenziali. Quindi cosa dovrebbe fare chi, con onestà e senso di responsabilità, continua nonostante tutto a militare per orgoglio e passione all’interno di un partito, mettendo la propria faccia senza promettere favori o regalie, impegnandosi “solo” a mantenere il proprio attaccamento al territorio? Se i voti “onesti” emigrano gradualmente fuori dai partiti, agli onesti che stanno ancora dentro ai partiti quali voti restano?

 

Mauro Fantera

GIOVANNI FALCONE

"Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni.
Questa è la base di tutta la moralità umana."
(J. F. Kennedy; citazione che Giovanni Falcone amava spesso riferire)

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L'esempio di Giovanni Falcone rimane a guidarci giorno per giorno nella strada della lotta alla mafia, dell'impegno per la crescita della nostra terra, della tenace battaglia per liberare definitivamente la Sicilia dalla morsa delle cosche.

IL 23 MAGGIO DEL 1992 VIENE ASSASSINATO A CAPACI (PA), GIOVANNI FALCONE, MAGISTRATO SICILIANO CHE HA DEDICATO LA SUA VITA ALLA LOTTA ALLA MAFIA.

UOMINI COME LUI HANNO PAGATO CARA LA VOGLIA DI DEMOCRAZIA E DI LIBERTA', MA HANNO LASCIATO A NOI GIOVANI UN ERDITA' IMPORTANTE INDICANDOCI LA STRADA DA SEGUIRE.

TUTTORA CREDIAMO CHE ANCHE SE BRUTALE ED INGIUSTO IL SUO SACRIFICIO NON E' STATO VANO.

GRAZIE GIOVANNI FALCONE.

 

AZIONE GIOVANI TIVOLI

Alcune considerazioni di Ettore Tirrò sullo sgombero di stacchini

Alcune considerazioni di Ettore Tirrò sullo sgombero di stacchini. segui il link del giornale XL

http://www.xlgiornale.it/xl.php

Un gesto di cortesia

riportiamo i link di vari siti d'informazione locale che riportano la notizia dell'approvazione della mozione sui parcheggi di cortesia per le donne in gravidanza, approvata lo scorso primo aprile durante il consiglio comunale tiburtino.

 liberaopinione.net

http://liberaopinione-lot.net/2011/04/05/iniziativa-di-ettore-tirro-parcheggi-rosa-anche-a-tivoli/

 

tibursuperbum

 

http://www.tibursuperbum.it/ita2/segnalazioni/consiglioComunale1aprile2011.htm

 

giornale XL

 

http://www.xlgiornale.it/notizie_dettagli.php?idettagli=267

 

 

L'EUROPA DEI GIOVANI

QUI DI SEGUITO IL LINK DEL SERVIZIO VIDEO CHE DOCUMENTA LA PREMIAZIONE DEGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DI TIVOLI NELL'AMBITO DEL PROGETTO GIOVANI ED EUROPA.

LUNEDI' 21 MARZO 2011 ALLA PRESENZA DEL SINDACO SANDRO GALLOTTI, DELL'ON ROBERTA ANGELILLI, DELL'ON LUCA MALCOTTI E DEL CONSIGLIERE COMUNALE ETTORE TIRRO'

 http://www.lawebtv.it/detail.php?linkid=644

 

 

QUI DI SEGUITO ALCUNE FOTO DELLA VISITA AL PARLAMENTO EUROPEO

 

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Si sono avviate le procedure di smaltimento di eternit

Recentemente è stata segnalata da alcuni cittadini una copiosa presenza di eternit in via Sant'Agnese a Tivoli, precisamente al ex sansificio che da molti anni versava in condizioni di degrado. Avevo già mandato una nota alle redazioni per annunciare che insieme ad altri amministratori del comune di Tivoli, congiuntamente con la proprietà, si stava procedendo alla bonifica dell'eternit presente nello stabile. Proprio in questi giorni si sono avviate le procedure di smaltimento e nell'arco di pochi giorni non vi sarà più presenza di amianto nello stabile e nella zona. Ritengo importante questo segnale dell'amministrazione e della proprietà poichè è un primo passo verso la riqualificazione di tutta l'area in questione.

Cordialmente

Ettore Tirrò

Consigliere Comunale di Tivoli